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Attualità : Francia
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Un’esperienza toccante in India

Un’esperienza toccante in India
17 settembre-12 dicembre 2010

Fanny, una giovane studentessa francese, ha condiviso per tre mesi insieme alle Figlie della Sapienza, la vita dei bambini di Asha Deep in India. Ha scoperto un paese, una cultura e un popolo che hanno fortemente suscitato in lei interesse. Ecco il resoconto del suo soggiorno in terra indiana.

Venerdì 17 settembre
Arrivo a Asha Deep!


All’uscita dall’aeroporto, riconosco immediatamente il “sari” beige delle Figlie della Sapienza in India. Due Suore con una quindicina di bambine sono venute ad accogliermi per augurarmi un “Hearty Welcome”! Tutta la Smalah si pigia nella vettura e ci dirigiamo verso Asha Deep, ove resterò  tre mesi.

Asha Deep significa “Luce di speranza”.  Questa casa accoglie sessanta bambine appartenenti a famiglie poverissime, perché possano seguire un corso di studi per diventare indipendenti. Possono venire qui dall’età di cinque anni e, nel migliore dei casi, lasciano la casa verso i vent’anni,  diplomate per trovare lavoro.

Poiché i locali sono stati ingranditi di recente, le  bambine hanno ormai a disposizione una stanza per lo studio, una cucina, un grande refettorio ed in piccolo cortile per giocare. Quattro Suore vivono ad Asha Deep: Suor Lucy, Suor Alice (“Lu Sister ed Ali Sister per  le piccole), Suor Jackuline e Suor Sawarmma.  Sono aiutate quotidianamente da Fahit, la sarta, ma anche da  Majoula e Julie per la cucina.  Nonostante l’elevato numero di bambine, le Suore si occupano di loro con molta attenzione e dedizione!


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Asha Deep risuona di risate, di canti, di molta gioia!  Le piccole  giocano, corrono, ridono come tutti i bambini. Riesce difficile immaginare, quando le vedete per la prima volta, che prima di arrivare qui, hanno conosciuto la violenza, l’abbandono, il lutto. Spesso sono orfane o sono state abbandonate dai loro genitori, condannate a vivere per strada e a chiedere l’elemosina per sopravvivere.  Talvolta, i loro genitori sono ancora viventi, ma incapaci di badare ai loro figli e di averne cura,  perché sono ammalati oppure affetti da alcolismo.
Col passar del tempo, si sono confidate con me e, tentandoo di dirmi, con  qualche parola del loro stentato inglese, quanto resta della loro vita precedente, i loro ricordi, le loro sofferenze e, talvolta, la loro collera.

Penso a Gayathri, abbandonata  con la  sorellina di cinque anni. Quando mi ha parlato del suo papà e della sua mamma, ha posato un dito sulla sua fronte e alzato la mano al cielo dicendomi ”non ricordo”. Poco importa ciò che hanno fatto, di bene o di male, il suo più grande dolore è di aver dimenticato il loro volto.

C’è  Deepa   che, durante una malattia, piangeva e chiamava “apa” e “ama.  Per una bimba ammalata non esiste  conforto maggiore di quello di trovarsi tra le braccia dei genitori. Ma oggi, nessuno sa dove siano. Tutte le cure delle Suore, tutte le piccole attenzioni, non  potranno mai sostituire coloro che la mancano tanto.

Kalavathi mi mostrava, con uno sguardo triste, le numerose cicatrici sugli avambracci, ferite che volontariamente procurate da suo padre, per suscitare  una maggiore  pietà quando la mandava a mendicare per la strada.
Alcune piccole non hanno nessun ricordo a cui far ricorso, come Bannou, si inventano un passato degno della miglior favola per bambini. Rimasta orfana quando aveva solo pochi mesi, ha preferito immaginare una vita migliore e straordinaria. Descrive una graziosa mamma che non ha mai conosciuta, e mi racconta che i suoi genitori non possono venire a trovarla perché viaggiano molto. Ma “è normale”, mi dice “quando si lavora in un circo!”


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E poi, ogni giorno, ci sono delle belle vittorie, delle vere ragioni per sperare!

Sashi, che spera di studiare il più a lungo possibile  per aiutare le sue due sorelle, mi confidava che  se Dio le aveva dato così tanti doni per gli studi, il disegno, la danza, lei doveva farli fruttificare!

Ammu, terminerà gli studi entro qualche mese e sarà insegnate di scuola materna all’inizio del prossimo anno!...

Catherine,  che è la prima della sua classe e riceve ogni semestre premi di eccellenza, vorrebbe diventare medico.!...

Pallavi  silenziosa e timida, finalmente si è decisa a  chiedermi di potermi dare un aiuto nella preparazione dei  biscotti!

Gouna,  col tempo, impara a domare la sua aggressività, a padroneggiare la sua violenza...

Ogni  giorno è un ulteriore passo, non per dimenticare quanto hanno vissuto, ma per perdonare e continuare a vivere nonostante tutto. Le bambine scoprono l’amore, la fiducia, la dolcezza, aiutate, circondate e sostenute dalle Suore. Ormai, possono imparare a sognare, a sperare come qualsiasi altro  bambino!

Domenica 12 settembre
RITORNO

Eccomi di ritorno : http://fannyeninde.blogspot.com/

Fanny Dousson



Fine dell'articolo (T4)
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