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Chi Siamo : La Nostra Storia

LA VERA VITA E' L'AMORE

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LA VERA VITA E' L'AMORE
Sr Lise Le Riche fds

Aveva lasciato tutto per l'Essere amato, patria, amici, genitori, per andarsene con gioia sotto cieli stranieri. Ora, durante la ribellione in Congo, in quel 19 novembre 1964, alla missione monfortana d’Isangi, 34 padri, fratelli e suore stranieri vennero imprigionati, torturati e alcuni uccisi. Sr Anne-Françoise, Figlia della Sapienza del Belgio trovò la morte quel giorno. Troppo presto, sembra, ha sentito le parole, « Ecco lo Sposo che viene … andategli incontro! » (Mt.25, 6)
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Una presenza insostituibile


Christiane Guillaume (Sr Anne-Françoise) è nata a Marchienne-au-Pont Belgio. Sette anni dopo la sua professione, nel 1959, secondo il suo grande desiderio, parte per il Congo. E' incaricata della Maternità della missione, con tutta la sua parte di responsabilità: cure delle donne, dei bambini orfani e consultazioni. Il lavoro non demorde mai. Nel 1964, in un mese 111 parti! Questa apostola generosa, di carattere sorridente, dolce e determinata era veramente una risorsa per la missione.

Prove e sevizie

Nell'agosto 1964, alcuni ribelli organizzano una ribellione nel nord-est del Congo. In ottobre, gli Europei e gli stranieri vengono imprigionati. Dall'oggi al domani, tutti i missionari d’Isangi vedono la loro libertà completamente spezzata. Dopo tre settimane, il 19 novembre, dal fondo della loro prigione, sentono avvicinarsi un rumore infernale e delle grida. Arriva una folla. I prigionieri devono uscire, circondati da ribelli armati di lance, bastoni e manganelli. Ai piedi del monumento di Lumumba,* vengono umiliati, percossi e torturati. Due di essi vengono uccisi, tra cui una Figlia della Sapienza americana.

Ultima testimonianza

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Più tardi, mentre proseguono le sevizie di ogni specie, un capo dei ribelli, approfittando dell'oscurità della notte, si allontana con Sr Anne-Françoise. La conduce con forza a casa sua dove le fa delle proposte. La vuole solo per lui e la minaccia con un grande coltello. Insiste a lungo per ottenere il suo consenso. « Tu, resta qui; e vieni con me. Voglio che tu sia la mia donna, io non ti ucciderò ». Fedele a Cristo fino alla fine, risponde «Non voglio». Più volte la minaccia, ma la suora resta inflessibile. Paga con la vita e, come in segreto, si accascia senza un grido.

 Perché tutta questa sofferenza e questa stupidità umana? Il comandante aveva designato i missionari come dei « traditori e attivisti politici ». Senza dubbio, la nostra suor Anne-Françoise fin dal profondo del suo cuore era pronta a fare il sacrificio della sua vita. La scelta di colui che ama era fissata da tanto tempo e per sempre. Dopo la sua morte, è stata trovata nella prigione una preghiera scritta dalla nostra suora. Si può leggere « Che io possa, Gesù, cercare solo Te e non trovare che Te. »
Il suo amore l'ha condotta fino alla fine all'incontro con lo Sposo. Vita o morte, non importa, purché si ami, perché la vera vita è l'Amore. « La vita, la morte non ci sono più nel regno dell'Amore » (Inno dell'Ufficio)

**Primo Ministro della R.D. del Congo assassinato nel gennaio 1961, considerato eroe nazionale.


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DARE LA PROPRIA VITA PER AMORE

DARE LA PROPRIA VITA PER AMORE
Sr Lise Le Riche fds

Già come Figlia della Sapienza Sr Mary Antoinette aveva sentito la chiamata alla missione.  Un giorno, religiosa insegnante di chimica a New York, disse alle sue alunne « Voglio essere martire ». Nel 1952, con sua grande gioia fu inviata nel Nyasaland, poi in Congo, nel 1961. Fu presa dai Simba a Isangi con altri 34 missionari monfortani durante la ribellione nel 1964. Il Signore, nella sua Provvidenza, le concede di dare tutta la sua vita per amore nel martirio. Quali scelte, quali gesti ha posto durante tutta la sua vita che l'hanno preparata a quest'ultimo sacrificio? Da dove venivano le sue motivazioni, il suo coraggio?

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DARE LA PROPRIA VITA PER AMORE

Primi passi

Durante la sua giovinezza a Manhattan, Ann Lucy Donniacuo amava il teatro e soprattutto gli sport, meritando parecchie medaglie nel nuoto. Al termine dei suoi studi, ricevette dai suoi genitori un'automobile decapottabile. Ma il suo cuore era già altrove. Un'estate, è presa da un primo amore: i bambini poveri con i quali lavora come volontaria. Poi, avendo incontrato le Figlie della Sapienza, eccola afferrata da un altro amore che indirizzerà la sua decisione di seguire Gesù nella vita religiosa.

In prigione

Nel 1961, a Isangi, nella R.D. del Congo Sr Mary Antoinette si dedica agli orfani e alla scuola. Nell'ottobre 1964, con suore e padri stranieri, viene gettata in prigione dagli insorti. Questo tempo di sequestro le permette di prepararsi al martirio. Sr Mary Antoinette vuole morire per Cristo come vuole vivere per lui. Come Americana, sente che sarà un bersaglio facile per i ribelli. Sentendo imminente la sua morte, intensifica la sua preghiera. Recita la stessa preghiera del viaggiatore, perché diceva « questa volta il viaggio sarà verso il cielo ».

Un passo da gigante

Dopo tre settimane di prigionia, di notte, i prigionieri vengono fatti uscire per far loro subire delle sevizie e torture davanti al monumento di Lumumba*. Otto fra di loro, padri e suore furono designate come vittime. Fra loro, Sr Mary Antoinette, certamente a motivo della sua nazionalità americana. A seguito di bombardamenti nemici, veniva accusata di aver chiesto l'aiuto degli Americani. Fu molestata ma rifiutò le proposte indecenti dei ribelli. Fu picchiata davanti a tutti e trafitta due volte con un lungo coltello. Poi, il suo corpo fu trascinato fino al fiume e gettato nell'acqua.

Poiché Sr Mary Antoinette viveva in pienezza la sua vita, la sua morte doveva perciò essere eroica. In quel 19 novembre, il suo cuore ha cessato di battere ma da lungo tempo l'aveva donato. Nel suo amore appassionato per Gesù, Gli aveva abbandonato tutto! « Finché non si è dato tutto, non si è dato nulla. »  (Georges Guynemer)


*Primo Ministro della R.D. du Congo assassinato nel gennaio 1961, considerato eroe nazionale.


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LE FIGLIE DELLA SAPIENZA: TRE SECOLI DI STORIA

La  prima formulazione del carisma di fondazione delle Figlie della Sapienza rivela una intenzione mistica e una missionaria:

  • Mistica, perché l’Amore della Sapienza eterna e incarnata è primario ed essenziale per la Figlia della Sapienza.
  • Missionaria, perché Montfort pone Maria Luisa e le sue compagne non in un chiostro, in mezzo alla gente.

In realtà, la vita di una Figlia della Sapienza ha un solo scopo: l’incarnazione della Sapienza e la partecipazione alla sua opera di liberazione creatrice oggi, là dove è inviata.

Questo carisma dello Spirito dato a S. Luigi Maria da Montfort e al quale Maria Luisa Trichet ha comunicato fin dalle origini, ha continuato a generare vita in questi tre secoli.

Dalla loro fondazione nel 1703, più di 17.000 Figlie della Sapienza hanno dato una risposta alle differenti sfide della società e della Chiesa nel mondo.

“Il braccio di Dio non si è accorciato e poiché gli istituti di Montfort sono opere di Dio, Egli è interessato a sostenerli e non ci abbandonerà mai, finché gli saremo fedeli…” (Maria Luisa di Gesù, Lettera 22)


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1703 – 1759. La Sapienza di Maria Luisa di Gesù, fondatrice

Maria Luisa ha plasmato le prime Figlie della Sapienza a una forma di vita religiosa apostolica inedita per quell’epoca.  Ha cercato di rispondere con una audacia insolita per una donna del suo tempo agli immensi bisogni della società francese del XVIII° secolo.

Ha viaggiato in situazioni di disagio e di grandi difficoltà; ha fondato piccole case di carità senza alcuna sicurezza se non quella della Provvidenza. Ha rischiato, tra l’altro, la difficile gestione dell’Ospedale della Marina dell’Isola d’Oléron e ha anche inviato le sue figlie per curare gli incurabili del suo tempo, rifiutati da tutti.

Alla sua morte, Maria Luisa Trichet ha lasciato una Congregazione conosciuta e apprezzata dalla popolazione dell’Ovest della Francia. 175 suore avevano fatto professione ed erano state fondate 35 comunità.

1759 -1789. Al seguito della fondatrice

In questi trenta anni, la congregazione si unifica e si consolida sulle sue basi continuando a dare una risposta ai bisogni del momento: ospedali, piccole case di carità molto povere destinate alla cura dei malati e all’educazione delle bambine. Le Superiore generali hanno saputo assicurare la continuità, grazie alla fedeltà alle Costituzioni manoscritte redatte dalla Fondatrice. Una grande coesione è mantenuta grazie ai ritiri vissuti regolarmente alla Casa Madre, a S. Laurent-sur-Sèvre, in Vandea, e alla grande unione vissuta fra le Suore.

Durante questi anni, la Congregazione si sviluppa molto. Nel 1789 si contano circa 335 suore.

1789 – 1800. Il Tempo della Rivoluzione

Questo tempo di prova ha offerto alle Figlie della Sapienza, occasioni eccezionali per testimoniare la loro fede fino al martirio e all’eroismo della carità, basi solide ereditate dalle loro antenate.

Le suore sono state denunciate ai rappresentanti del governo della rivoluzione che le obbligarono a giurare fedeltà alla Costituzione civile. Si opposero a tale giuramento, manifestando che volevano rimanere cattoliche e religiose. Molte sono state prese e incarcerate. Trentatre sono morte martiri per la loro fede, ghigliottinate o massacrate o sfinite dai maltrattamenti ricevuti. Altre hanno testimoniato la loro carità curando i feriti delle guerre dell’Ovest della Francia senza tener conto a quale partito appartenessero. Altre sono intervenute, a rischio della vita, per impedire i massacri del nemico nelle guerre civili.

1800 – 1876. La ripresa

E’ il tempo della ricostruzione e di un nuovo slancio apostolico.

Dopo la Rivoluzione le comunità si ricostituirono e aumentò il numero delle vocazioni. La Congregazione delle Figlie della Sapienza rispose ai nuovi bisogni della società aprendo istituti per i bambini, per i sordi, per i non vedenti… come sottolinea Sr Margherite (Marie Germain), pioniera del metodo della rieducazione dei sordo-muti ciechi.

1876 – 1914. La tormentata svolta tra due secoli

La Francia vive un periodo di discordie riguardo ai decreti di un governo che vuole la secolarizzazione e intende sopprimere la confessionalità cattolica della Repubblica.

Le Suore resistono alle insidie della secolarizzazione e si ritrovano alle prese con ogni sorta di minacce e d’insulti. Molte, per restare fedeli alla loro vocazione, trovano la soluzione di lasciare la Francia per fondare in altri Paesi. La Congregazione si stabilisce, con numerose difficoltà, in Inghilterra, in Belgio, in Olanda, in Italia, in Svizzera… Altre Suore raggiungeranno quelle che sono in Haiti e in Canada. Altre fonderanno comunità in Colombia e nello Shiré (attuale Malawi). Tutte queste partenze sono state sorgente di vita ma anche di lacerazioni. Poco a poco le suore emigrate hanno affrontato nuove sfide: lingua, clima, alimentazione, viaggi… La loro fede le ha guidate e progressivamente la Sapienza si è stabilita in un buon numero di Paesi.

1914 – 1945. Tra le due guerre mondiali

In Francia le leggi civili non permettevano alle suore di insegnare nelle scuole. La Congregazione, piena di iniziative e di creatività, ha raggiunto i bambini e i giovani attraverso  opere sociali: colonie di vacanze, case per giovani, giardini d’infanzia, scuole di formazione per le donne.

A quest’epoca la Congregazione ha sviluppato un nuovo aspetto della sua “vocazione nel campo della salute”, con la creazione di scuole per infermiere, nelle quali sono state formate numerose giovani e religiose di diverse congregazioni, non soltanto in Francia ma anche in Europa e in America del Nord.

Le due guerre mondiali hanno provocato altri momenti di sofferenza, di distruzione, di morte ma nello stesso tempo, sono state l’occasione per la Congregazione di dare il meglio di sé con l’attenzione ai feriti e alle vittime della violenza. Le istituzioni scolastiche e sociali che le suore avevano aperte sono state coraggiosamente trasformate in ospedali di campagna e più tardi in centri di accoglienza degli sfollati e i deportati… Un gran numero di suore hanno dato la loro vita, vittime dei bombardamenti, specialmente negli Ospedali di Nantes, Angers e  Valenciennes.

1946 – 1964. Verso nuovi orizzonti

Al termine del cataclisma mondiale, la Congregazione ha continuato a crescere in numero. Tuttavia in Europa intere regioni sono state devastate. Bisogna restaurare case in rovina, bisogna curare suore malate. Diverse missioni devono essere sostenute e nuove domande si fanno sentire…

A quest’epoca, i Papi Pio XII e Giovanni XXIII favoriscono la vocazione missionaria e domandano alle Congregazioni di andare verso Paesi lontani. La Congregazione continua a fondare sia sviluppando dei progetti missionari sia aprendo noviziati per formare le giovani nei loro paesi.

Si mette, a questo momento, l’accento sulla formazione delle suore, a livello professionale e religioso.

1965 – 2000. Lo slancio rinnovatore del Concilio Vaticano II

A seguito della domanda fatta dal Concilio alla vita religiosa, la Congregazione si è messa in cammino per rinnovarsi ritornando alle proprie origini. In questa prospettiva, le comunità hanno riflettuto sullo spirito dei fondatori e approfondito le fonti del carisma.

Nel 1976 la Congregazione si è impegnata a lavorare “al servizio della giustizia e della liberazione integrale dell’essere umano nel nome di Gesù Cristo”. Al Capitolo generale del 1982, ha ripreso l’opzione prioritaria “per coloro che il mondo abbandona”. La nuova Regola di Vita, promulgata nel 1985 dichiara:

“La vita e l’insegnamento di Gesù Cristo, la predilezione di Montfort e di Maria Luisa per i poveri, ci invitano a tradurre, nei nostri impegni, i loro gesti di misericordia e di liberazione verso coloro che il mondo abbandona , coloro che la Chiesa raggiunge difficilmente, affinché essi diventino artefici del loro destino. Prolunghiamo così con tutta la nostra vita l’incarnazione redentrice e partecipiamo in modo specifico alla Missione della Chiesa”. (RV delle FdS n° 7)

Questa fedeltà al carisma di fondazione implica di tenere conto delle realtà del mondo e della Chiesa, ma anche di ricordarsi da quale Spirito la Congregazione è nata! E’ così che al Capitolo generale del 1988, alla domanda pressante della provincia religiosa d’Olanda fra l’altro si è formata una Commissione per lo studio de “L’Amore dell’Eterna Sapienza” di San Luigi Maria da Montfort. Uscirà da questo studio una ricchezza incredibile che metterà la Congregazione in processo di trasformazione nell’Amore della Sapienza eterna e incarnata. Stimolate profondamente dalla beatificazione, nel 1993, di Maria Luisa di Gesù, loro confondatrice, le Figlie della  Sapienza continuano attualmente questa riappropriazione della loro spiritualità.

Nel 2004, la Congregazione accoglie le prime discepole della regione di Papua Nuova Guinea e nel 2003 apre in Indonesia un nuovo inserimento missionario.

La Sapienza ha costruito la sua casa in Africa, in America del Nord, nelle Grandi Antille, in America del Sud, in Asia e Oceania e in Europa.

“La Sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce, dall’alto delle mura essa chiama… (Pr 1,20-21)

“Maria Luisa Trichet, umile terra assetata e di semplice abbandono, casa abitata dalla Sapienza, mistica al servizio dei poveri, lancia un appello ardente alle sue Figlie di ogni popolo, razza e nazione:

Liberarsi dall’estasi delle grandezze, ridiscendere nella pianura e voler abitare in una tenda instabile scossa dal soffio del vento…
Andare oltre… fragili e audaci nell’universo per annunciarvi la perpetua ricerca d’amore della Sapienza Eterna” .  (Benedetta Papasogli: Maria Luisa Trichet, La Sapienza del cuore)

 

Date d’arrivo delle Suore nei diversi Paesi
   
 1846 Belgio 1953 Scozia
 1875 Haïti 1955 Irlanda
 1881 Olanda 1961 Papua Nuova Guinea
 1884 Canada 1962 Argentina
 1887 Italia 1963 Perù
 1891 Inghilterra 1963 Germania *
 1901 Svizzera * 1971 Bahamas
 1903 Danimarca * 1973 Iran *
 1904 Stati-Uniti 1975 Uganda *
 1904 Malawi 1976 Iugoslavia *
 1905 Colombia 1977 Brasile
 1934 Madagascar 1978 Equador
 1935 Repubblica del Congo 1979 India
 1953 Spagna * 1989 Filippine
   2003 Indonesia
  
 * Attualmente, le Suore non sono più presenti in questi Paesi.


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